
I relè smart sono uno dei modi più intelligenti per rendere “smart” luci e tapparelle senza cambiare l’estetica di interruttori e placche. In pratica, aggiungi un piccolo modulo dietro al comando esistente (o in una scatola di derivazione) e ottieni controllo da app, automazioni, scenari e — se lo desideri — integrazione con un sistema domotico più completo.
Tuttavia, proprio perché si lavora sull’impianto elettrico, scegliere “il primo che capita” è un errore. Non è solo una questione di funzioni: entrano in gioco sicurezza, compatibilità con il cablaggio, tipo di carico, affidabilità della rete e logica delle automazioni. Questa relè smart per luci e tapparelle guida pratica ti accompagna passo dopo passo: capirai cosa comprare, dove installarlo, come evitare problemi comuni e come creare automazioni davvero utili (senza complicarti la vita).
Nota importante: qui parliamo di principi e scelte pratiche. Se non hai confidenza con l’impianto elettrico, la soluzione più sicura è affidarsi a un professionista abilitato, anche perché in Italia esistono obblighi e responsabilità specifiche sugli impianti (vedi riferimenti normativi più avanti).
Cosa sono i relè smart e perché convengono davvero
Un relè smart è un modulo che si inserisce nell’impianto per comandare un circuito: accende/spegne una luce, oppure gestisce salita/discesa di una tapparella. La parte “smart” sta nella comunicazione (Wi-Fi, Zigbee, ecc.) e nella logica: puoi comandare da remoto, impostare timer, creare scene, collegare sensori e costruire automazioni.
Rispetto a cambiare tutte le placche, i relè hanno tre vantaggi forti:
- Estetica invariata: mantieni pulsanti e placche.
- Controllo doppio: fisico + smart, senza rinunciare alla manualità.
- Scalabilità: inizi da una stanza e poi espandi.
Inoltre, se ti piace l’idea di scene “pulite” e coerenti, ti consiglio di dare un’occhiata a questa guida: come creare scene smart home efficaci. Ti aiuterà a costruire automazioni più sensate già dalle prime installazioni.
Relè per luci vs relè per tapparelle: differenze che devi sapere
Sembra banale, ma è il punto su cui più spesso si sbaglia.
Relè per luci: on/off (e in alcuni casi dimmer)
Per le luci, il classico relè smart fa una cosa semplice: apre o chiude il circuito. Alcuni moduli avanzati possono anche gestire la dimmerazione, ma qui ci concentriamo sull’on/off, che è il caso più comune e più stabile.
Relè per tapparelle: due direzioni + interblocco
Per una tapparella servono due comandi separati: su e giù. Il relè deve impedire che le due direzioni vengano alimentate insieme (interblocco), altrimenti rischi guasti e comportamenti pericolosi.
Ecco una tabella rapida per orientarti:
| Funzione | Relè luci | Relè tapparelle |
|---|---|---|
| Comando base | On/Off | Su/Giù/Stop |
| Cablaggio tipico | fase + ritorno lampada | fase + due ritorni motore |
| Logica richiesta | semplice | più complessa (interblocco) |
| Automazioni utili | scenari, presenza, timer | orari, meteo, sicurezza, assenze |
| Errori comuni | neutro assente, carico minimo | su/giù invertiti, tempi corsa errati |
Se stai progettando l’illuminazione in modo più ampio (non solo “accendo da app”), ti torna utile anche: illuminazione smart: come progettare luci intelligenti.
Prima di scegliere: controlli fondamentali sull’impianto (senza fare confusione)
Qui entra in gioco la parte “pratica”. Per scegliere il relè giusto devi capire almeno tre cose:
1) Hai il neutro nella scatola dell’interruttore?
Molti relè richiedono fase + neutro per alimentarsi. In diverse case, soprattutto più datate, nella scatola dell’interruttore arriva solo la fase (e il ritorno lampada), mentre il neutro resta nella derivazione o al punto luce.
Se il neutro non c’è, hai tre strade:
- portare il neutro in scatola (lavoro da valutare con attenzione);
- installare il relè in una scatola di derivazione dove neutro è presente;
- scegliere un modulo pensato per funzionare anche senza neutro (quando realmente compatibile con il tuo carico).
Questo aspetto torna spesso anche quando si parla di casa “datata”: come implementare una smart home in una casa datata.
2) Quanti fili hai sul comando tapparella?
Di solito trovi:
- un comune (fase) e due fili per le direzioni,
- più eventualmente neutro e terra direttamente al motore (dipende da come è stato cablato l’impianto).
Se non sei sicuro di cosa stai guardando, fermati: forzare collegamenti “a intuito” è la ricetta perfetta per problemi.
3) Che tipo di carico stai comandando?
- Luci: LED, alogene, neon con alimentatori, ecc.
- Tapparelle: motori con spunti, finecorsa, elettroniche varie.
Questo cambia le compatibilità e soprattutto la stabilità nel tempo.
Sicurezza e responsabilità: il punto che non va saltato
Un relè smart non è un “gadget”: è un componente dell’impianto. In Italia il riferimento normativo sugli impianti negli edifici è il D.M. 37/2008, consultabile su Normattiva: Decreto 22 gennaio 2008, n. 37. Questo richiama obblighi e responsabilità su realizzazione e dichiarazioni di conformità.
Inoltre, quando ragioni su risparmio e impatto in bolletta, è utile avere uno strumento pubblico per confrontare le offerte e capire davvero il costo dell’energia: il Governo ha pubblicato una pagina informativa sul Portale Offerte luce e gas di ARERA: Portale delle Offerte luce e gas (campagna informativa). Non serve per “scegliere un relè”, ma ti aiuta a quantificare meglio l’effetto delle automazioni sui costi reali.
Detto questo, sul piano pratico le regole d’oro sono:
- Togli alimentazione dal quadro prima di lavorare.
- Non improvvisare: se non sei sicuro, meglio un tecnico.
- Evita collegamenti “tirati” e scatole sovraffollate: il calore è un nemico silenzioso.
- Prediligi automazioni che non stressano motori e circuiti (soprattutto tapparelle).
Protocollo di comunicazione: Wi-Fi, Zigbee, Thread/Matter… come scegliere senza fanatismi
Qui serve pragmatismo. Il protocollo non è un “tifo”, è un mezzo.
Quando ha senso Wi-Fi
- hai pochi moduli (1–6) all’inizio;
- la rete è buona e stabile;
- vuoi semplicità immediata.
Però, se la rete di casa è già al limite, rischi disconnessioni e automazioni ballerine. In quel caso ti consiglio di sistemare prima la base: come migliorare la rete Wi-Fi in casa.
Quando ha senso Zigbee
- prevedi tanti dispositivi nel tempo;
- vuoi una rete mesh più adatta all’IoT;
- cerchi stabilità con molti nodi.
Occhio però a interferenze e posizionamenti: interferenze Wi-Fi e Zigbee: come ridurle e come evitare disconnessioni Zigbee.
Locale vs cloud: affidabilità e controllo
Se vuoi che luci e tapparelle funzionino anche quando Internet va giù, la distinzione è fondamentale: automazioni locali vs cloud e smart home senza Internet. In più, per non restare “al buio” in caso di problemi: fallback automazioni.
Relè smart per luci: guida pratica alla scelta
H3 — 1 canale o 2 canali?
- 1 canale: un circuito (una luce o un gruppo luci).
- 2 canali: due circuiti indipendenti (utile se hai doppio comando in scatola o vuoi gestire due linee).
H3 — Interruttore o pulsante: cosa cambia?
Molti impianti usano:
- interruttori (posizione su/giù),
- oppure pulsanti (ritorno a molla).
Alcuni relè supportano entrambi, ma non sempre nello stesso modo. Scegli un modello che gestisca correttamente il tuo comando, altrimenti ti ritrovi con:
- stato incoerente tra app e comando fisico,
- o comportamenti “invertiti”.
H3 — LED e compatibilità: il punto critico
Con le luci LED può succedere che:
- la luce sfarfalli,
- resti leggermente accesa,
- il relè non “chiuda” bene ai carichi bassi.
Non è magia: è elettronica e carico minimo. Se hai molte luci LED di bassa potenza, considera che potrebbe servire un accorgimento impiantistico o una scelta di relè più adatta al carico reale.
Relè smart per tapparelle: guida pratica alla scelta
Le tapparelle sono più delicate per tre motivi:
1) hanno un motore (spunti e stress elettrico),
2) hanno corsa (tempi e finecorsa),
3) spesso sono parte della sicurezza domestica (privacy, assenze, anti-intrusione).
H3 — Interblocco: non è negoziabile
Il relè deve impedire l’alimentazione contemporanea di su e giù. Senza interblocco, rischi guasti e situazioni pericolose.
H3 — Calibrazione e tempi di corsa
Per automatizzare bene, devi conoscere:
- tempo medio di salita,
- tempo medio di discesa,
- eventuale stop intermedio.
Se i tempi non sono impostati bene, l’automazione diventa “approssimativa”: la tapparella non arriva dove pensi, o si ferma troppo presto. Inoltre, se forzi il motore oltre il necessario, lo stressi inutilmente.
H3 — Comando “Stop” e posizionamento parziale
Il valore aggiunto vero non è solo “su/giù”. È poter fare:
- apertura parziale al mattino,
- chiusura parziale la sera,
- posizioni diverse in base a privacy o sole.
Tabelle utili: scegliere in base al tuo scenario reale
Tabella 1 — Scelta rapida per luci
| Scenario | Cosa ti serve | Priorità |
|---|---|---|
| Una stanza, una luce | 1 canale | semplicità e stabilità |
| Due circuiti in una scatola | 2 canali | cablaggio ordinato |
| LED a bassa potenza | compatibilità carichi bassi | evitare sfarfallii |
| Automazioni con sensori | integrazione e risposta rapida | affidabilità |
Tabella 2 — Scelta rapida per tapparelle
| Scenario | Cosa ti serve | Priorità |
|---|---|---|
| Una tapparella semplice | modulo tapparella con interblocco | sicurezza |
| Più tapparelle per “zona” | logica gruppi/scene | comfort |
| Posizioni parziali | stop + calibrazione tempi | precisione |
| Casa spesso vuota | automazioni assenza + variabilità | sicurezza percepita |
Automazioni pratiche (quelle che userai davvero)
Automazione 1 — “Buongiorno” naturale
Invece di aprire tutto di colpo:
- apri prima le tapparelle della zona giorno,
- poi dopo qualche minuto quelle delle camere,
- con apertura parziale se vuoi luce senza esposizione totale.
Questo migliora comfort e privacy. E se vuoi imparare a costruire scene coerenti senza “effetto discoteca”: scene smart home efficaci.
Automazione 2 — “Esco di casa”
- spegni luci dimenticate,
- abbassa tapparelle a una posizione “di sicurezza”,
- attiva una logica di presenza simulata (in modo realistico, non ripetitivo).
Per la gestione delle assenze, questa è perfetta da collegare: gestire assenze prolungate.
Automazione 3 — “Sera rilassata”
Le luci possono seguire una logica graduale: ingresso, corridoio, soggiorno. Se ti interessa rendere l’ingresso davvero funzionale: domotica per ingresso e corridoio.
Automazione 4 — “Protezione notturna”
Di notte, alcune tapparelle possono restare parzialmente chiuse (privacy), mentre altre completamente chiuse (sicurezza). Questo si integra bene con un approccio generale: sicurezza domestica notturna e anche casa intelligente di notte.
Errori comuni (e come evitarli senza stress)
Errore 1 — Sottovalutare rete e stabilità
Se i comandi arrivano a volte sì e a volte no, l’esperienza diventa frustrante. Prima stabilizza la rete, poi aggiungi moduli. O, se stai costruendo un sistema con molti dispositivi, considera protocolli più adatti.
Errore 2 — Automazioni “troppo aggressive”
Con le tapparelle, evitare:
- su/giù ripetuti in pochi minuti,
- corse complete inutili,
- automazioni che scattano con trigger instabili.
Meglio poche regole solide, ma affidabili.
Errore 3 — Non prevedere un piano B
Quando Internet va giù, il comando fisico deve restare sempre utilizzabile. Se vuoi essere tranquillo: fallback automazioni.
Errore 4 — Dimenticare backup e ripristino
Dopo aver creato scene e automazioni, proteggi il lavoro: backup smart home. È una di quelle cose che apprezzi davvero solo quando serve.
Dove ha più senso iniziare (se vuoi risultati rapidi)
Se vuoi un ordine logico e un impatto immediato:
1) Ingresso e corridoio: luci automatiche e scenari rapidi
→ guida ingresso e corridoio
2) Soggiorno: comfort e scene “serali”
→ domotica in soggiorno
3) Tapparelle zona giorno: privacy e gestione luce naturale
→ smart home per tapparelle e persiane
Così ottieni subito un miglioramento percepibile, e nel frattempo costruisci una base solida per espandere.
Checklist finale: relè smart per luci e tapparelle (guida pratica in 90 secondi)
Prima di comprare, verifica:
- Hai neutro nella scatola? Se no, sai dove installare il modulo?
- Per le luci: quante linee devi comandare (1 o 2 canali)?
- Per tapparelle: il modulo ha interblocco e gestione stop?
- La rete di casa è stabile? Hai già mitigato le interferenze se usi Zigbee?
- Vuoi automazioni locali o ti va bene dipendere dal cloud?
- Hai in mente 2–3 automazioni utili (non 20 inutili)?
Se queste risposte sono chiare, la scelta diventa lineare e l’esperienza finale sarà davvero “smart”, cioè semplice e affidabile.
Conclusione
Un buon impianto smart non si riconosce da quante funzioni ha, ma da quanto è solido ogni giorno. I relè smart sono perfetti perché trasformano luci e tapparelle senza stravolgere la casa, però richiedono una scelta consapevole: compatibilità impiantistica, sicurezza, protocollo adeguato e automazioni progettate con buon senso.
Se inizi con pochi punti strategici (ingresso, soggiorno, tapparelle zona giorno) e costruisci scene coerenti, otterrai subito più comfort, più ordine e anche una migliore percezione di sicurezza. E poi, con calma, potrai espandere stanza dopo stanza senza perdere controllo.
