
Se ti è capitato almeno una volta di sentire “click” e ritrovarti con casa al buio mentre forno, lavatrice e piano a induzione erano accesi insieme, hai già incontrato il problema: stai superando la potenza disponibile e il contatore interviene. Il punto è che oggi, con più elettrodomestici elettrici e più automazioni, i picchi sono diventati normali. Perciò entra in gioco il concetto di load shedding smart home: un modo intelligente per evitare che salti il contatore spegnendo (o rimandando) in automatico i carichi meno importanti, prima che si superi il limite.
In altre parole, il load shedding è una “regia” dei consumi: decide quali dispositivi possono restare accesi, quali vanno messi in pausa e quali possono ripartire dopo, senza che tu debba correre al contatore ogni volta.
Per capire il problema alla radice è utile sapere che il distacco avviene quando l’assorbimento supera la potenza disponibile del tuo contratto. E-distribuzione lo spiega chiaramente nella pagina di supporto dedicata al messaggio “Distacco imposto: supero potenza”: Il contatore segnala “Distacco imposto: Supero potenza”: cosa significa. Inoltre, ARERA chiarisce cosa si intende per potenza impegnata e come viene definita: ARERA: cos’è la potenza impegnata. Questi due concetti (potenza impegnata e potenza disponibile) sono la base per impostare correttamente qualsiasi strategia di load shedding.
Perché oggi salta il contatore più spesso (anche se “non fai niente di strano”)
Molte persone pensano: “Ma io non ho cambiato abitudini”. In realtà spesso è cambiato il modo in cui la casa consuma energia:
- più elettrodomestici che scaldano (forno, asciugatrice, pompa di calore, piastre elettriche)
- più attività contemporanee (cucina + lavaggi + climatizzazione)
- più dispositivi sempre in stand-by (che non fanno scattare il contatore, ma alzano la base)
Se vuoi capire come lo stand-by incide davvero, questo articolo ti chiarisce bene il quadro: smart home e consumo in standby: quanto incide davvero. Tuttavia, il vero “killer” non è lo stand-by: sono i picchi.
Il contatore non “ragiona” sul consumo mensile: reagisce ai kW istantanei. Quindi basta una combinazione sfortunata (forno + lavastoviglie + asciugacapelli + induzione) per superare la soglia.
Cos’è il load shedding (spiegato semplice) e cosa non è
Load shedding significa “taglio del carico”. In smart home vuol dire:
- misuro o stimo la potenza assorbita in tempo reale (o quasi)
- confronto con una soglia (es. 2,8 kW / 3,2 kW / 4,2 kW a seconda del contratto e della strategia)
- se rischio di superarla, spengo o metto in pausa i carichi non prioritari
- quando rientro sotto la soglia, li riattivo con calma (magari a scaglioni)
Cosa NON è:
- non è “spegnere tutto” quando salta la corrente
- non è una lista casuale di spegnimenti
- non è solo risparmio: è soprattutto continuità e comfort
Per iniziare a ragionare in modo ordinato sui carichi, ti è utile anche: casa intelligente e controllo dei carichi domestici.
Le 3 strade per evitare che salti il contatore (e quando conviene ciascuna)
In pratica, hai tre opzioni:
| Strategia | Come funziona | Pro | Contro | Quando conviene |
|---|---|---|---|---|
| Cambiare abitudini | eviti di usare più carichi insieme | costo zero | richiede attenzione continua | picchi rari, casa semplice |
| Aumentare potenza | richiedi più kW a contratto | meno limitazioni | costi e non risolve picchi “assurdi” | carichi frequenti e inevitabili |
| Load shedding smart | la casa gestisce i carichi automaticamente | stabilità + comfort + automazioni | va progettato bene | smart home, carichi programmabili, voglia di controllo |
La verità è che spesso la soluzione migliore è un mix: un po’ di ordine nelle abitudini + una gestione smart dei picchi. E solo se serve, aumento di potenza.
ARERA spiega anche che modificare la potenza del contatore è possibile e, in certi casi, può essere più conveniente: ARERA: potenza del contatore. Tuttavia, prima di pagare di più ogni mese, conviene capire se il problema sono davvero i “kW insufficienti” o solo i picchi gestiti male.
Da dove si parte: conoscere i carichi (quali sono davvero “pesanti”)
Per fare load shedding non devi conoscere ogni Watt al millimetro. Devi però sapere quali dispositivi sono:
- pesanti (assorbono molto)
- flessibili (posso spegnerli o rimandarli)
- critici (non vanno mai spenti in quel momento)
Ecco una tabella pratica (valori indicativi: possono variare, ma servono per ragionare):
| Dispositivo | Potenza tipica | È flessibile? | Priorità consigliata | Note utili per load shedding |
|---|---|---|---|---|
| Piano cottura / induzione | 1,5–3,5 kW+ | parzialmente | Alta | meglio evitare distacco: gestisci altri carichi intorno |
| Forno elettrico | 1,5–2,5 kW | parzialmente | Media-Alta | spesso cicla; meglio non spegnerlo di colpo se in cottura |
| Lavastoviglie | 1,0–2,0 kW (picchi in riscaldo) | Sì | Media | ottima da rimandare/pausare se supportato |
| Lavasciuga / asciugatrice | 1,0–2,5 kW | Sì | Media | carico ideale per gestione automatica |
| Pompa di calore / clima | 0,5–2,5 kW (variabile) | Dipende | Alta | meglio usare soglie e pause brevi, non spegnimenti lunghi |
| Scaldabagno elettrico / resistenze | 1,5–3,0 kW | Sì | Media-Bassa | perfetto per load shedding: si può rimandare senza disastri |
| Carica auto elettrica | 1,4–7,4 kW+ | Sì | Variabile | il migliore candidato per modulazione/pausa |
Se vuoi approfondire come gestire i carichi in modo smart quando ricarichi l’auto, qui trovi un articolo perfetto come collegamento interno: smart home e ricarica auto elettrica: gestione carichi.
Come si fa load shedding in una smart home: i 4 mattoni fondamentali
Per farlo bene servono quattro cose. Non sempre tutte insieme, ma almeno una strategia chiara per ognuna.
1) Misurazione (o stima) dei consumi
Se non misuri nulla, puoi comunque fare load shedding “a regole” (es. se parte il forno, rimanda lavastoviglie). Però la qualità sale molto se hai una misura dei consumi:
- generale (consumo di casa)
- per singolo elettrodomestico (almeno i grandi carichi)
Per iniziare con metodo:
- monitoraggio consumi per singolo elettrodomestico
- prese smart con misurazione consumi: come scegliere
2) Priorità: cosa si può spegnere e cosa no
Qui devi decidere una gerarchia. Il trucco è semplice: prima si tagliano i carichi invisibili (boiler, ricariche, deumidificazione), poi quelli “tollerabili”, e solo alla fine (se proprio serve) quelli che impattano sul comfort.
3) Soglie e tempi
Non basta una soglia unica. Funziona meglio una logica a due livelli:
- soglia “soft”: inizio a rimandare carichi non urgenti
- soglia “hard”: stacco/pause immediate dei carichi a bassa priorità
4) Ripartenza intelligente
Quando la potenza torna sotto controllo, non riaccendere tutto insieme. È l’errore che crea un secondo picco. Meglio riattivare:
- prima un carico
- poi dopo 1–3 minuti il successivo
- con verifiche sul consumo
Questa logica si integra benissimo con le automazioni basate sui consumi: automazioni smart home con consumi elettrici.
Il modello più semplice che funziona quasi sempre: “soglie + lista priorità”
Immagina di avere:
- una soglia di attenzione (es. 2,8 kW)
- una soglia critica (es. 3,2 kW)
- una lista di carichi “tagliabili” in ordine
Esempio (concettuale, senza marche):
1) pausa ricarica auto
2) spegni scaldabagno elettrico
3) metti in pausa deumidificazione
4) rimanda lavastoviglie (se sta per scaldare acqua)
5) ultima ratio: riduci carichi secondari
Così, quando la casa si avvicina al limite, agisce prima sui carichi che non “si sentono”. Il risultato è che tu continui a cucinare e vivere, ma il contatore non salta.
Load shedding “a scenari”: come collegarlo alle routine reali (e non solo ai numeri)
Un approccio ancora più naturale è legare il load shedding ai contesti:
- Scenario Cucina: quando usi forno/piano cottura, blocca automaticamente ricariche e boiler
- Scenario Lavaggi: se parte lavatrice/lavasciuga, rimanda altri carichi termici
- Scenario Notte: esegui carichi programmabili, ma con soglia più prudente
- Scenario Assente: massima ottimizzazione, perché non ti serve comfort immediato
Qui diventano utili anche le automazioni con fasce orarie: smart home e fasce orarie: automazioni per risparmiare. Anche se l’obiettivo principale è non far saltare il contatore, usare le fasce orarie può aiutarti a spostare i carichi quando è più comodo (e spesso più economico).
Esempio pratico: casa con 3 kW che salta spesso (e come risolvere senza aumentare potenza)
Facciamo un caso tipico: contratto domestico “classico”, e picchi serali.
Problema reale
- alle 19:30 parte la lavastoviglie (fase riscaldo)
- il forno è acceso
- qualcuno usa phon o ferro da stiro
Risultato: superi il limite e scatta.
Soluzione con load shedding
- quando rilevi “Scenario Cucina” (forno ON), metti lavastoviglie in avvio ritardato o blocchi fase energivora finché finisce la cottura
- se la potenza supera la soglia soft, disattivi carichi invisibili (boiler/deumidificazione)
- se arriva la soglia hard, metti in pausa temporanea un carico flessibile (es. ricariche)
Questo tipo di approccio è collegato al concetto di carichi programmabili. Se vuoi un articolo interno che ti dà ulteriori idee: ottimizzare autoconsumo con smart home (la logica è simile: gestire carichi e priorità), e anche smart home e carichi programmabili.
Quando conviene aumentare potenza invece di fare load shedding
Il load shedding è fantastico, ma non è magia. Se hai carichi elevati inevitabili e frequenti, potrebbe essere più sensato aumentare potenza. Ad esempio:
- casa totalmente elettrica con più persone e cene sempre “energivore”
- pompa di calore + forno + induzione usati spesso insieme
- ricarica auto elettrica quotidiana in orari rigidi
In questi casi, puoi:
- aumentare potenza
- e comunque usare load shedding per evitare picchi inutili e gestire la ricarica in modo intelligente
ARERA spiega come la potenza del contatore si possa modificare e quali aspetti considerare: potenza del contatore: maggiore scelta e agevolazioni.
Monitoraggio: senza dati ti sembra “casuale”, con i dati diventa semplice
Una smart home ben fatta non ti costringe a indovinare. Ti fa vedere:
- quali sono i picchi
- quando accadono
- quali dispositivi li causano
Qui diventano molto utili dashboard e trend. Se vuoi impostare la parte “visiva” senza perderti:
La cosa importante è non esagerare: ti basta vedere i picchi e i carichi principali. Il resto è rumore.
Tabella “piano d’azione”: come impostare il load shedding in 7 giorni
| Giorno | Cosa fai | Obiettivo | Risultato atteso |
|---|---|---|---|
| 1 | osserva quando salta o quando ci vai vicino | capire i picchi reali | lista di 2–3 “momenti critici” |
| 2 | identifica i 3 carichi più pesanti | sapere chi crea il problema | priorità iniziale |
| 3 | scegli 2 carichi flessibili da tagliare | intervenire senza stress | prime regole di load shedding |
| 4 | imposta soglia soft e soglia hard | evitare interventi “bruschi” | riduzione distacchi |
| 5 | configura ripartenza a scaglioni | evitare il “secondo picco” | sistema più stabile |
| 6 | rivedi notifiche (poche e utili) | non impazzire | controllo senza stress |
| 7 | test in serata “critica” | validare sul campo | load shedding operativo |
Notifiche intelligenti: come farti avvisare senza diventare schiavo
Se ogni volta che superi 2,5 kW ti arriva una notifica, dopo due giorni le disattivi. Quindi usa un principio semplice:
- notifiche solo su eventi “rari” o “critici”
- log dettagliato per chi vuole vedere dopo
Esempi di notifiche sane:
- “load shedding attivato: pausa ricarica” (solo quando succede)
- “soglia critica raggiunta: taglio carichi bassa priorità”
- “ripristino carichi completato”
Per gestirle bene: notifiche smart home e controllo.
Blackout e stabilità: load shedding utile anche quando la rete è instabile
Sembra strano, ma evitare picchi aiuta anche a ridurre situazioni “nervose” dell’impianto, soprattutto in case con rete non perfetta o linee già cariche. Inoltre, se salta la corrente, vuoi sapere cosa succede e come riparti.
Qui sono utili:
- smart home e blackout: cosa funziona davvero
- UPS per smart home: quando serve
- stabilità alimentazione: perché si bloccano
In pratica, un sistema ben progettato non serve solo a “non far saltare il contatore”, ma a rendere la casa più prevedibile.
Gli errori più comuni (quelli che ti fanno dire “lascia stare”)
Errore 1: tagliare carichi sbagliati
Se stacchi ciò che ti serve davvero (comfort, cucina, lavoro), odi il sistema. Meglio iniziare con carichi invisibili e flessibili.
Errore 2: una sola soglia e stop
Meglio due soglie e una logica graduale. Così il sistema è più naturale.
Errore 3: ripartenza simultanea
Se fai ripartire tutto, crei un altro picco. Riattiva a scaglioni.
Errore 4: nessuna misura, solo supposizioni
Anche una misura semplice migliora tantissimo. Se non puoi misurare tutto, misura i grandi carichi.
Errore 5: notifiche eccessive
Ti saturano. Meglio poche e significative.
Load shedding e fotovoltaico: quando la smart home diventa ancora più potente
Se hai fotovoltaico, il load shedding diventa ancora più intelligente: può evitare distacchi e allo stesso tempo ottimizzare l’uso dell’energia quando c’è produzione.
Per collegare il tema:
In pratica, puoi far partire carichi pesanti quando c’è energia disponibile e ridurli quando la casa rischia il picco.
Checklist finale: load shedding smart home per non far saltare il contatore
Prima di considerare “finito” il lavoro, spunta questa lista:
- Ho identificato i 3 carichi che creano i picchi?
- Ho deciso una lista di priorità (cosa si taglia prima)?
- Ho impostato soglia soft e soglia hard?
- Ho previsto una ripartenza a scaglioni?
- Le notifiche sono poche e utili?
- Ho un minimo di monitoraggio per capire se sto migliorando?
- Ho testato in una serata “critica” (cucina + lavaggi)?
- So cosa succede in caso di blackout e come riparto?
Se la risposta è sì, allora hai un sistema che funziona: non ti “comanda”, ti aiuta. E soprattutto ti evita la situazione peggiore: il contatore che scatta nel momento sbagliato.
Conclusione: la smart home non deve consumare di più, deve consumare meglio
Il punto non è vivere con l’ansia dei kW. Il punto è far sì che la casa capisca cosa è importante in quel momento. Con il load shedding smart home puoi evitare che salti il contatore in modo automatico, ridurre i picchi, migliorare comfort e stabilità e, se vuoi, collegare tutto a fasce orarie e produzione energetica.
In definitiva, è una delle automazioni più “pratiche” che esistano: non fa scena, ma ti cambia la vita quando inizi a usarla davvero.
