
Scegliere tra Zigbee e Z-Wave è una delle decisioni più importanti quando vuoi costruire una smart home davvero affidabile. A prima vista sembrano simili: entrambi sono protocolli wireless pensati per dispositivi domestici, entrambi supportano reti mesh, entrambi possono gestire sensori, attuatori e automazioni. Tuttavia, le differenze contano eccome, perché cambiano copertura, stabilità, consumi, scalabilità e perfino il modo in cui risolvi i problemi quando “qualcosa non risponde”.
In questa guida “zigbee vs z-wave differenze” ti accompagno passo passo: prima capiamo cosa cambia davvero, poi vediamo quando conviene l’uno o l’altro, e infine come evitare gli errori tipici che trasformano una smart home in una collezione di device scollegati.
Nota importante: nel testo non troverai nomi commerciali di produttori o prodotti. Parliamo solo di tecnologie, logica di rete e scelte pratiche.
Zigbee vs Z-Wave: la differenza più sottovalutata è “dove” viaggiano i segnali
La prima distinzione, spesso ignorata, è la banda di frequenza:
- Zigbee lavora soprattutto a 2,4 GHz (la stessa banda del Wi-Fi e di molti dispositivi domestici).
- Z-Wave lavora su bande sub-GHz (in Europa tipicamente intorno agli 868 MHz).
Sembra un dettaglio tecnico, ma in realtà è un “cambio di comportamento” del segnale:
- A 2,4 GHz hai più probabilità di congestione (tanti dispositivi nella stessa banda), quindi la rete può risentirne se l’ambiente è affollato.
- In sub-GHz, in genere, hai migliore penetrazione attraverso muri e solai, e spesso meno interferenze da reti Wi-Fi.
Detto questo, non significa che “sub-GHz vince sempre”. Anzi: se la tua casa è già piena di ripetitori mesh (router device) ben posizionati, Zigbee può essere estremamente stabile. Il punto è capire il contesto.
Se vuoi ottimizzare una rete a 2,4 GHz in casa, ti conviene leggere anche come migliorare la copertura Zigbee in casa e, in parallelo, come migliorare la rete Wi-Fi in casa, perché spesso i problemi si sovrappongono ma non si risolvono allo stesso modo.
Cos’è una rete mesh (e perché qui Zigbee e Z-Wave sono simili ma non identici)
Sia Zigbee che Z-Wave possono funzionare in modalità mesh: alcuni dispositivi, se alimentati a corrente (non a batteria), diventano “nodi di inoltro” e aiutano il segnale a passare di stanza in stanza.
Perché la mesh è fondamentale
- Aumenta la portata effettiva.
- Riduce i “buchi di copertura”.
- Migliora l’affidabilità, perché i messaggi possono prendere percorsi alternativi.
La differenza pratica
Nella vita reale, la qualità della mesh non dipende solo dal protocollo, ma da:
- quante “unità ripetitrici” hai,
- dove sono posizionate,
- quante pareti/solai devono attraversare,
- quanto è rumoroso l’ambiente radio.
Quindi, prima di dire “Zigbee è instabile” o “Z-Wave costa di più ma va meglio”, è più utile chiedersi: quanti nodi mesh ho e come sono distribuiti?
Se stai creando da zero un’architettura sensata, ti aiuta anche come scegliere un hub domotico: non per il marchio, ma per capire cosa serve davvero a livello di gestione rete, backup, automazioni locali e compatibilità.
Tabella confronto: zigbee vs z-wave differenze (in parole semplici)
| Aspetto | Zigbee | Z-Wave | Cosa significa nella pratica |
|---|---|---|---|
| Banda di frequenza | Prevalente 2,4 GHz | Prevalente sub-GHz (EU ~868 MHz) | Sub-GHz spesso passa meglio muri/solai; 2,4 GHz può essere più affollata |
| Rete | Mesh | Mesh | Entrambi scalano bene se hai nodi alimentati a corrente |
| Interferenze tipiche | Wi-Fi 2,4 GHz, Bluetooth, microonde | In genere meno “rumore domestico” | Con Zigbee devi curare canali e posizionamento |
| Consumi (sensori) | Molto bassi | Molto bassi | In entrambi i casi, sensori a batteria possono durare a lungo |
| Scenari ideali | Appartamenti e case con buona distribuzione nodi | Case su più piani, muri spessi, lunghe distanze | Non è una regola fissa: dipende dalla progettazione |
| Scalabilità | Alta | Alta | Più dispositivi = più importante la qualità della rete |
| Dipendenza da internet | Nessuna “di base” | Nessuna “di base” | Ma dipende da come gestisci automazioni e hub |
Questa tabella ti dà una bussola, però ora facciamo la parte più utile: quando scegliere cosa.
Quando conviene Zigbee
Zigbee è una scelta molto sensata se:
1) Vuoi tanti dispositivi distribuiti e alimentati a corrente
Se prevedi prese smart, interruttori, moduli e attuatori alimentati, la rete mesh diventa fitta e stabile. Di conseguenza, anche i sensori a batteria “respirano meglio”.
2) Vivi in un ambiente radio gestibile (o sei disposto a sistemarlo)
In un appartamento medio, con Wi-Fi ben configurato, Zigbee può essere davvero affidabile. In questo senso, è utile distinguere tra:
- problemi “di Wi-Fi” (copertura internet),
- problemi “di radio” (congestione 2,4 GHz),
- problemi “di automazione” (logica o ritardi).
Se ti sembra che i dispositivi rispondano a intermittenza, prima di cambiare tecnologia, guarda dispositivi smart non rispondono: cause e soluzioni.
3) Ti interessa costruire automazioni solide e coerenti
Una rete affidabile è metà dell’opera. L’altra metà è dove “gira” la logica: cloud o locale? Qui torna utile automazioni locali vs cloud, perché anche con un ottimo protocollo puoi ottenere un’esperienza scadente se la tua smart home dipende da connessioni esterne per cose banali.
Quando conviene Z-Wave
Z-Wave spesso si preferisce se:
1) Hai muri spessi, solai importanti, o distanza reale tra i device
In case su più piani, o con strutture “difficili”, la frequenza sub-GHz può essere un vantaggio concreto. Inoltre, tende a soffrire meno l’ambiente “affollato” tipico del 2,4 GHz.
2) Vuoi una rete più “isolata” dal caos della banda 2,4 GHz
Se in casa hai già:
- Wi-Fi 2,4 GHz pieno,
- dispositivi Bluetooth sempre attivi,
- tanti vicini e tante reti,
allora avere una rete domotica che lavora su un’altra banda può semplificare la vita.
Detto ciò, non è magia: anche qui contano mesh, posizione e qualità del segnale.
3) Vuoi ridurre la probabilità di conflitti radio
Non sempre è un problema reale, ma in certe abitazioni può essere la differenza tra “tutto perfetto” e “una volta al giorno qualcosa non va”.
La vera domanda: vuoi una smart home “che funziona” o “che capisci”?
Molte persone scelgono un protocollo e poi si ritrovano a inseguire problemi perché manca la progettazione base:
- rete,
- backup,
- privacy,
- notifiche.
Per evitare questo scenario, ti consiglio di impostare una mentalità semplice: prima struttura, poi dispositivi.
Struttura minima consigliata
1) Un hub con logica e automazioni ben gestite (vedi guida alla scelta dell’hub domotico)
2) Automazioni il più possibile locali, dove ha senso (vedi locali vs cloud)
3) Un piano di ripristino (vedi backup smart home: salvare e ripristinare)
4) Rete domestica sicura (vedi come creare una rete domestica sicura)
Quando questi quattro pilastri sono a posto, Zigbee e Z-Wave diventano molto più facili da gestire.
Zigbee vs Z-Wave: latenza e reattività nelle automazioni
Qui conviene essere chiari: nella maggior parte delle case, la differenza “percepita” non è tanto il protocollo, quanto:
- la qualità della mesh,
- la posizione dei nodi,
- la logica delle automazioni,
- e soprattutto le notifiche che ti fanno credere che qualcosa “non vada”.
Se ricevi mille avvisi inutili, l’esperienza diventa stressante. Per questo è utile anche come ridurre le notifiche inutili: una smart home buona non è quella che “dice tutto”, ma quella che ti avvisa solo quando serve davvero.
Sicurezza: non è solo crittografia, è anche abitudine
Sicurezza significa tre cose:
1) proteggere l’accesso,
2) proteggere i dati,
3) ridurre i punti deboli nel quotidiano.
E qui arriva una verità che vale per Zigbee e Z-Wave allo stesso modo: se la tua rete domestica è fragile, anche il protocollo migliore non ti salva.
Per approfondire, puoi consultare due risorse italiane autorevoli:
- buone pratiche ACN su rischi e consigli per dispositivi IoT (molto utile per capire le azioni “minime” che riducono davvero i rischi)
- indicazioni del Garante Privacy sugli assistenti digitali (ti aiuta a ragionare su dati, ascolto, conservazione e consensi)
Cosa fare subito (vale per qualsiasi protocollo)
- usa password solide per account e hub,
- separa la rete dove possibile (anche solo con una buona segmentazione),
- aggiorna periodicamente,
- evita automazioni “troppo permissive”.
Se vuoi un taglio pratico, utile anche per famiglie, vedi domotica e privacy familiare e privacy nella smart home.
Tabella decisionale: quale scegliere in base alla tua casa
| Caso reale | Più spesso conviene | Perché |
|---|---|---|
| Appartamento 60–120 m², pochi muri spessi | Zigbee | Rete mesh facile da densificare, gestione semplice |
| Casa su 2–3 piani con solai importanti | Z-Wave | Sub-GHz spesso attraversa meglio e riduce conflitti |
| Molti vicini e tante reti Wi-Fi | Z-Wave (o Zigbee con ottima progettazione) | Sub-GHz tende a “litigare” meno con l’ambiente |
| Vuoi tantissimi sensori e automazioni | Entrambi (ma serve struttura) | La differenza la fa l’hub e la qualità della mesh |
| Vuoi resilienza quando internet manca | Entrambi (con automazioni locali) | Il protocollo non basta: conta l’architettura |
Per la parte “internet sì / internet no”, è fondamentale leggere smart home senza internet: cosa funziona davvero. Perché, spesso, il problema non è Zigbee o Z-Wave: è che l’automazione dipende da servizi esterni anche per accendere una luce.
Errori tipici quando si parla di zigbee vs z-wave differenze
Errore 1: “Prendo pochi dispositivi, tanto basta”
In realtà, una mesh funziona bene quando ha una densità minima di nodi che inoltrano. Se metti solo sensori a batteria e nessun nodo alimentato, è normale avere buchi e ritardi.
Soluzione: pianifica alcuni dispositivi “stabili” alimentati, distribuiti tra le stanze.
Errore 2: “Se una cosa non risponde, è colpa del protocollo”
A volte è colpa della rete, a volte dell’hub, a volte dell’automazione, a volte di impostazioni di risparmio energetico.
Soluzione: fai diagnosi per livelli. Prima radio, poi hub, poi automazione, poi notifiche. Ti aiuta questa guida ai dispositivi che non rispondono.
Errore 3: “Faccio tutto cloud perché è più semplice”
All’inizio sembra più facile. Poi però, quando vuoi affidabilità e tempi certi, ti accorgi che dipendere da internet per tutto crea fragilità.
Soluzione: vedi automazioni locali vs cloud e costruisci un sistema che resti funzionale anche in scenari imperfetti.
Come progettare una rete Zigbee stabile (in 7 punti pratici)
Se ti stai orientando su Zigbee, questa è la checklist che fa la differenza:
1) Distribuisci nodi alimentati in modo uniforme (non tutti in una sola stanza).
2) Evita di mettere hub e nodi chiave dietro mobili metallici o in nicchie.
3) Considera la distanza verticale: tra piani serve spesso un nodo vicino alla scala o a un punto centrale.
4) Mantieni ordine nella rete Wi-Fi: anche se è “un’altra rete”, condivide la banda. (vedi migliorare Wi-Fi)
5) Se hai problemi, tratta Zigbee come una rete a sé: non è “Wi-Fi più lento”, è un mondo diverso (vedi copertura Zigbee).
6) Riduci “rumore” e caos: meno notifiche inutili = diagnosi più chiara (vedi ridurre notifiche).
7) Prepara un piano di backup prima di espandere (vedi backup smart home).
Come progettare una rete Z-Wave stabile (in 7 punti pratici)
Per Z-Wave vale una checklist simile, con qualche accento diverso:
1) Anche qui: nodi alimentati ben distribuiti = mesh solida.
2) Sfrutta la migliore penetrazione sub-GHz, ma non abusarne: non significa che “passa ovunque”.
3) Cura le distanze tra nodi chiave nei passaggi tra piani.
4) Mantieni la topologia “pulita”: cambi frequenti e spostamenti possono richiedere tempo di assestamento.
5) Centralizza l’hub in un punto più possibile equidistante.
6) Imposta automazioni robuste e, quando possibile, locali (vedi locali vs cloud).
7) Sicurezza di rete e privacy non sono opzionali: vedi rete domestica sicura e privacy familiare.
E se vuoi “il meglio dei due mondi”?
Molti utenti, dopo un po’, scelgono un approccio ibrido: una rete principale e l’altra per casi specifici. Non è obbligatorio, però può avere senso quando:
- una parte della casa è difficile da coprire,
- hai esigenze diverse tra sensori (molti) e attuatori (pochi ma critici),
- vuoi ridondanza su funzioni importanti.
Il rischio, però, è aumentare la complessità. Quindi, prima di farlo, assicurati che la tua base sia solida: hub, rete, backup e automazioni.
Zigbee e Z-Wave in relazione agli standard più recenti
Negli ultimi anni si parla molto di standard “trasversali” e di reti più integrate tra dispositivi. Qui il consiglio è semplice:
- non scegliere un protocollo solo perché “sembra il futuro”,
- scegli ciò che ti garantisce stabilità oggi, e ti lascia margine di evoluzione domani.
Per orientarti su questi concetti senza confusione, può esserti utile quando conviene usare Matter e Thread.
Mini-guida: domande rapide per scegliere bene (senza impazzire)
1) Hai una casa con muri molto spessi o più piani?
Se sì, Z-Wave spesso parte avvantaggiato. Tuttavia, se prevedi molti nodi mesh alimentati, anche Zigbee può andare benissimo.
2) Vuoi tantissimi dispositivi economici e distribuiti?
In questo scenario, Zigbee è spesso una scelta naturale, perché la mesh diventa densa e reattiva.
3) Vuoi che la casa funzioni anche quando internet va giù?
Allora la priorità non è Zigbee o Z-Wave: è progettare automazioni e gestione in modo coerente. Parti da smart home senza internet e automazioni locali vs cloud.
4) Ti interessa più “semplicità” o “controllo”?
Se vuoi controllo, ti serviranno: backup, privacy, rete sicura. Quindi aggiungi queste letture:
Conclusione: zigbee vs z-wave differenze, la scelta giusta è quella “progettata”
Se devo riassumere in una frase: Zigbee e Z-Wave funzionano entrambi molto bene quando la smart home è progettata bene.
- Se vuoi una rete molto scalabile e sei disposto a curare l’ambiente 2,4 GHz, Zigbee è spesso eccellente.
- Se hai una casa complessa, muri importanti o vuoi ridurre il rischio di congestione in banda 2,4 GHz, Z-Wave può offrirti vantaggi concreti.
In ogni caso, la differenza tra una smart home “che sembra smart” e una smart home che ti semplifica davvero la vita sta in:
- automazioni ben pensate,
- gestione locale quando serve,
- backup,
- sicurezza e privacy,
- e una rete domestica fatta con criterio.
Se parti da questi pilastri, la scelta del protocollo diventa finalmente semplice… e soprattutto non la rimpiangi dopo tre settimane.
